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17 noviembre Perle."L'arte non imita la vita, l'arte la anticipa." "L'arte è l'eccesso. La fornace infuocata, il lago ghiacciato. Evoca sentimenti estremi; coloro che la sconfessano e coloro che la creano lo fanno con violenza. Coloro che si innamorano - di quel quadro, di quel libro - lo fanno con passione. Una volta incontrata l'arte ti chiederà una reazione." "Per via della mia appartenenza al proletariato, posso confermare che non c'è niente di più triste dell'abbraccio di un branco di intellettuali, usciti dalle università di Oxford o di Cambridge, che vogliono convincerti che l'arte (la loro) è pensata per te. La teoria espressa da quegli elitari dei moderni era più nitida: prendere o lasciare. Quello che loro sapevano, e quello che i giovani degli anni Trenta avrebbero con riluttanza dovuto apprendere, era che non è possibile produrre una letteratura viva che includa tutti, a meno che tutti vogliano essere inclusi. L'arte non esclude nessuno, ma non può abbassarsi al nostro livello: siamo noi che dobbiamo salire fino in cima, se vogliamo godere di una vista straordinaria." "Woolf lottava per difendere il proprio lavoro e il proprio sesso, quando riconosceva Saffo come una grande poeta e si opponeva a una società che sgarrettava le donne. Sgarrettare è un termine che appartiene al mondo delle corse dei cavalli: significa azzoppare un cavallo non in modo così brutale da impedirgli di camminare, ma in modo così abile da impedirgli di correre. La società sgarretta le donne e finge che sia stato Dio, la Natura o il pool genetico a progettarle zoppe." "Il potere dell'arte è così immenso che perfino le sue soluzioni diluite sono omeopatiche. Il nostro bagaglio mentale è fatto perlopiù di cose che non abbiamo letto, non abbiamo sentito, non abbiamo visto. E anche quando noi le leggiamo, le sentiamo, le vediamo, spesso non le vediamo così come sono, ma attraverso lo spiraglio della nostra coscienza, una coscienza che ogni giorno si rattrappisce sotto i colpi della stoltezza dei media." "Fidatevi: l'arte è un atto di fede, in primo luogo per l'artista e poi per il suo pubblico. E' necessario credere che ci sia qualcosa che vale la pena di possedere e non demordere, entrare nel mondo dell'artista, e quel mondo, se avremo un po' di pazienza e faremo un piccolo sforzo, si spalancherà per noi. E' una storia d'amore, e chiunque sia stato innamorato saprà che, al di là del momento del riconoscimento, l'amata è solo una faccia tra tante facce. A cambiare non è l'amata, ma la nostra percezione di lei." La semiotica del sesso. "Se la queer culture è impegnata al momento a contestare i presupposti dell' identità come sessualità, l'arte ci arriva per prima, implicitamente o esplicitamente, creando emozioni attorno al proibito. Alcune delle prime tesi femministe, in cui si sottolineava quanto fosse ingiusto da parte degli uomini dipingere nudi femminili provocanti, mi sembra abbiano tralasciato la possibilità o il fatto che un' altra donna potesse essere interessata a guardarli. Perchè dovrebbe identificarsi con il nudo? Quali profondi tabù le impediscono invece di desiderarlo?" "L'arte trionfa là dove la polemica fallisce. Tuttavia, ci sono molti lettori eterosessuali che non aprirebbero mai libri scritti dai queer e molti lettori queer che sono solo alla ricerca di baci proibiti. Tutti noi conosciamo uomini che non leggerebbero mai libri scritti da donne: si tratta solo del consueto terrore della differenza, a dispetto della reazione esagerata che tenta di mascherare questo rifiuto con altisonanti pretese di creatività. Gli uomini non si sentono a loro agio nel guardare il mondo attraverso occhi che non siano maschili. Non è una questione di frasi o di sintassi, è sessismo sotto un altro nome. Sarebbe un peccato se le lesbiche e i gay si barricassero nello stesso tipo di separatismo culturale. Impariamo presto come vivere in due mondi, il nostro e quello del modello dominante; perchè dunque non imparare a vivere in mondi multipli, negli strani mondi prismatici che l'arte ci offre? Non voglio leggere solo libri scritti da donne, o solo da queer. Voglio tutto quello che c'è, basta che sia autentico; mi sembra infatti che scegliere le nostre letture secondo il sesso e/o la sessualità dello scrittore sia un modo squallido di leggere. Per noi lesbiche, e per i gay, è stato vitale creare una nostra controcultura, ma questo non significa che non ci sia nulla nella cultura eterosessuale che non possa fare al caso nostro. Siamo più sofisticati di quanto non si pensi e vale la pena di ricordare che la mente convenzionale tende a chiudersi da sola in una prigione." "E' un processo fisico e al tempo stesso mentale; chi scrive deve ascoltare il suono della lingua, per così dire, sentirla sudare e inaridirsi. Scoprirà che le parole hanno qualcosa di viscerale, e quando le avrà divorate, indossate, penetrate come gallerie, si accorgerà che la presunta separazione tra parola e significato, tra scrittore e parola, è pura teoria." "Il vero scrittore dovrà crearsi un pubblico tra quanti ancora desiderano leggere e non solo i gloriosi romanzi del passato abilmente riprodotti. Io mi sono creata un pubblico di giovani, di studenti e di studentesse; loro vogliono che i miei libri siano inclusi nei loro corsi e se li tengono accanto al letto. Leggere è sexy. Ed essi ne sono consapevoli. Sanno che esiste una cosa chiamata arte il cui nome non è intercambiabile con la parola "intrattenimento". Giudicare l'opera, non lo scrittore: esiste una nuova generazione che sembra preparata a questo. E' per una nuova generazione che io scrivo." Jeanette Winterson "L'arte dissente" 16 octubre ..dal mio rifugio."Il
movimento delle dita, il linguaggio dei sordomuti, scrivere sul corpo il
desiderio del corpo. Chi ti ha insegnato a scrivere col sangue sulla mia
schiena? [...] Scritto sul corpo c'è un codice segreto, visibile solo in certe
condizioni di luce; quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova
lì…………………………. Jeanette Winterston “ Scritto sul corpo”
13 octubre Autoanalisi. Grazie François!Sarà pur vero che una laurea in lettere non è il titolo di studi più accreditato a garantire un minimo salariale, ma troppo spesso questa triste consapevolezza favorisce il discredito di un'arte in cui da sempre l'uomo dà il meglio di se. La letteratura è un rifugio senza tempo!..così la vivo io...Non tutto si impara sui libri,vero...l'esperienza è indispensabile, verissimo...Ma esisterebbero i libri senza l'esperienza? Leggo un autore del '600, è sconcertante quanto sia attuale la sua percezione del mondo...Mi stupisce la sua lucidità, la convinzione con cui sviscera l'animo umano..senza concessioni. Ha il potere di acuire il mio malessere, e gliene rendo merito. Ho imparato non poco dalle "Maximes morales" di La Rochefoucauld. Il filo conduttore della sua raccolta è riassumibile in una massima: "nos vertus ne sont le plus souvent que des vices déguisés" ("le nostre virtù, il più delle volte, non sono altro che dei vizi mascherati"). Ognuno di noi ha un tallone d'Achille...il mio è senza dubbio la presunzione (il che è abbastanza controverso visto che mai come ora non apprezzo il mio modo di essere!)...Idealista? Si...Autocritica? Ci provo...ma non posso far finta che il mio amico letterato non mi abbia indotto a concludere che nel mio caso la presunzione è il vizio dietro cui si nascondono tutti gli altri. La sua natura non è frivola, ma ideologica..(il che probabilmente è peggio visto che è più semplice da mascherare!). La mia psiche è un ricettacolo di ragionamenti logici...non lascio abbastanza spazio alle prove empiriche, e il motivo è di una semplicità disarmante...non ne ho! Non contenta, invece di archiviare il caso per insufficienza di prove io attivo quello che troppo spesso considero un infallibile metodo, quello intuitivo, ed ecco che prendono forma i dettami di Valeria! La razionalità non è sufficiente...ora lo so. Ci sono dei discriminanti che di solito faccio solo finta di considerare...Per ora non fanno parte di me e questo mi rende rea di un peccato che ben si sposa con la presunzione, l'egoismo. Tralascio più o meno consapevolmente un'intera sfera sensoriale, seppur non totalmente assente nella mia vita... Qualche post fa mi sono interrogata sulla capacità di amare e sui differenti modi in cui si può vivere una storia...è evidente che mi concentro troppo sulle mie esperienze perchè il risultato dei miei elaborati logici mi porta a comprendere una situazione reale con un filtro di ragionevolezza spesso un metro, forse adatto a capire me stessa, ma sicuramente non sufficiente a capire gli altri...E qui ricompare il mio amico François, che molto perentoriamente afferma : "abbiamo tutti abbastanza forza per sopportare i malesseri altrui"! Diagnosi nefasta: presuntuosa, egoista...e sputa-sentenze! Terapia consigliata: svalvolamento sentimentale (innamoramento non corrisposto per risultati nel breve periodo!) Propositi per il futuro: rinunciare a spiegare l'inspiegabile e smettere di giustificare con la sola ragionevolezza l'inclemenza dei miei giudizi. 30 septiembre Grazie Henri!E'
risaputo che la tendenza a giustificarsi è sintomatica di una scarsa
propensione alla menzogna, o quanto meno di una scarsa attitudine. Raggiungere
un'efficace livello di autoconvincimento è poi assai più arduo se si è incapaci
di mentire anche a se stessi...E allora come fare ad alimentare l'autoinduzione
di un pensiero, specie se quel pensiero è davvero, ma davvero necessario a: 11 septiembre ...per poche persone. Giorni fa mi è capitato sotto mano un inserto de La Repubblica. L'ho sfogliato senza troppe aspettative, ma la magia della casualità ha riacceso il mio interesse proprio all'ultima pagina. Scrive Umberto Galimberti, citando "L'amore e l'Occidente" di Denis de Rougemont: "la fedeltà è assurda almeno quanto la passione, ma dalla passione si distingue per un costante rifiuto di subire i suoi estri, per un costante bisogno di agire per l'essere amato". Mi ci sono voluti minuti infiniti per cogliere il senso di queste parole....e credo che il senso sia nell'irrazionalità. Assurda la passione perchè fuori dal controllo della ragione, assurda la fedeltà perchè barriera posta all'istinto. A infonderne il bisogno un sentimento ancora più irrazionale, l'amore. Galimberti parla dell'amore vissuto con intelligenza, un amore che rifiuta il concetto di fedeltà come valore a se stante, ma che ne esalta il significato della scelta. Leggo l'articolo annuendo. Mi sento d'accordo anche con le virgole. "La passione non è l'unico modo in cui può declinarsi l'amore. E questo a partire dal fatto che "passione" significa "patire l'altro", e quindi, come ciascuno può constatare in quella condizione, perdere la propria autonomia, trascinati nella discontinuità dell'oscillazione amorosa, dove l'altro diventa il vero regista del nostro vivere e morire. Ma accanto all'amore-passione esiste anche quello che potremmo chiamare amore-creazione, dove il rapporto con l'altro non avviene perchè trascinati dalla passività della passione, ma è promosso da quell'azione che, pur non ignorando l'entusiasmo della passione, non si accontenta di una felicità passiva, perchè vuole creare l'altro come si crea un'opera d'arte. Questo genere d'amore non si alimenta di quell'evasione dal mondo tipico della passione, ma assume un impegno nel mondo, non per una decisione di fedeltà, che di per sé non è un valore, ma perchè non c'è creazione che non insista sull'opera, come ogni artista sa quando nell'opera che sta creando vede il riflesso e l'espressione di sé. Per vivere a lungo in due bisogna avere uno spirito artistico e non cedere a quella concezione così diffusa che intende la libertà come revocabilità di tutte le scelte, perchè là dove un amico, un amante, una moglie, un marito, al pari degli oggetti, diventano intercambiabili appena l'insorgere di una passione ci trascina verso altri lidi, là dove la passione non comporta effetti irrevocabili, non muta il corso delle cose, non produce eventi che possono essere anche irreversibili, non si costruisce alcuna biografia, non si scopre nulla di sé e tanto meno qualcosa dell'altro, ma soprattutto si scambia la libertà di scelta con una vera e propria astensione dalla scelta. Se il mondo delle relazioni viene trattato alla stregua degli oggetti che si usano e poi si gettano come passione detta, senza affaccendarsi intorno all'opera come è appunto il lavoro dell'artista che mai si accontenta della sua creazione, anche la passione si estingue, come è facile vedere nei bambini sommersi dai giochi, a nessuno dei quali riescono a dedicarsi con vera passione." Ognuno di noi prova a specchiarsi nelle parole degli altri quando queste cerchino di definire un qualcosa di così difficilmente arginabile in un concetto e al contempo così palpabile. Tutti amiamo, ma pochi sanno parlare d'amore. L'amore come creazione, espressione di sé in un'opera... Assorbo quest'immagine e giro lo specchio verso di me. Si parla di coraggio di scegliere... Improvvisamente mi sento in difetto. Ho spento il mio spirito artistico usando la passione come termometro. Ho fatto una scelta, ho scelto di rinunciare. E ora ho all'attivo due opere incompiute. La paura di scegliere non è niente se paragonata alla paura di non essere realmente capaci di amare. 29 agosto Grazie Alfred! Charles Darwin dice che "non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti". Io odio i cambiamenti, perlomeno i cambiamenti che mi vengono imposti dalle circostanze, perciò secondo la selezione naturale del più adatto sono destinata ad un' inesorabile estinzione! Ebbene si...! Mi trovo qui, davanti a un computer, a confessare le mie pene a un blog che testimonierà il mio passaggio sulla Terra e che senza troppi cerimoniali archivierà le mie memorie tra i meandri della tecnologia del terzo millennio...Ma va bene così! Essere "dimenticati" è una delle tappe dell' estinzione! In realtà sono quelle precedenti ad angosciarmi... Ah! I cambiamenti...che inquietanti vasi di Pandora! Eppure li riaprirei tutti...dal primo all' ultimo...perchè il difficile non sta nel vivere quel momento, ma tutti quelli dopo. Perchè riesco ad adattarmi ma odio l' idea di abituarmi? Pratica aberrante l' abitudine...eppure è qui che vive il mio disagio, la mia perfetta contraddizione: non amo i cambiamenti eppure osteggio l' abitudine! ....Ed è stato così che, cercando qualcuno che mi insegni a stare comoda nelle mie giornate, ho trovato Alfred North Whitehead, filosofo e matematico inglese...."nella logica formale una contraddizione è il segno della sconfitta, ma nell'evoluzione della vera conoscenza è il primo passo verso una vittoria!" 06 agosto W le donne!...tratto da Nip/Tuck. Dialogo tra una lesbica e un transgender: - Come ti sembro? - Molto più femminile...Ok, puoi guardarti... ...... - Ma sembro un' etero! - Non hanno ancora fatto un rossetto per lesbiche mascoline... - Non potrei essere più...me stessa? - Mmm....Ok...ma devo dirtelo Liz, sono un po' delusa per questo.. - Perchè non voglio somigliare a un clown? - Perchè dovresti sapere più di chiunque altro che una facciata non determina una persona.. - Allora spiegami perchè fai la riconversione sessuale... - Perchè la mia facciata sta nascondendo la mia persona.. Non mi opero per diventare bellissima, so di non essere San Mayak, ok? Cerco solo di liberarmi dell'uomo che sta all'esterno, così da poter riflettere quello che sono..una DONNA! 28 julio ...insonnia....E' ufficiale...il sonno mi ha abbandonata! Il mio inconscio fa a cazzotti col cuscino e io non posso che accettare la cosa e ammazzare il tempo dando sfogo alle mie peregrinazioni mentali... L'altra notte, complice un bicchiere troppo alto di montenegro, mi sono ritrovata a pensare ai legami...o meglio, al potere dei rapporti, sentimentali e non...e non ho potuto fare a meno di chiedermi quanto ci sia dentro di me delle persone che hanno attraversato la mia vita. Pensieri importanti insomma! Fatto sta che questo mio peregrinare mi ha portato a una conclusione (a volte succede!)...I rapporti sono come le gare ad ostacoli...si può vincere, si può perdere..si può rinunciare o concludere il percorso zoppicando e lo spirito con cui si affrontano può avere mille forme, così come il traguardo muta a seconda delle aspettative...Ma che queste rimangano disattese o meno, la gara non si può cancellare! Soddisfazione, rabbia, delusione, felicità, timore, amarezza... qualcosa lo deve aver lasciato. La volontà non ha voce in capitolo. Sono i legami a renderci quello che siamo. L'intelligenza aiuta a non perdersi per strada.... 24 julio da " Tutto su mia madre""Mi chiamano Agrado perché per tutta la vita ho sempre cercato di
rendere la vita gradevole agli altri..Oltre che gradevole sono molto
autentica.
Guardate che corpo... tutto su misura.. Occhi a mandorla 80 mila.
Naso, 200 buttati tutti perché l'anno dopo me l'hanno ridotto così con una altra bastonata. Tette, due, perché non sono mica un mostro...però le ho già super ammortizzate. Silicone.. naso, fronte, zigomi,
fianchi e culo. Un litro sta sulle 100 mila, perciò fate voi il conto
perché io già l'ho perso. Limatura della mandibola 75 mila. Depilazione
definitiva col laser, perché le donne vengono dalle scimmie quanto
l'uomo, sino a 4 sedute, però se balli il flamenco ce ne vogliono di
più è chiaro. Quello che stavo dicendo è che costa molto essere
autentica signora mia... e in questo non bisogna essere tirchie, perché
una più è autentica quanto più somiglia all'idea che ha sognato di se stessa." 23 julio Il tuo sorrisoToglimi il pane, se vuoi, Non togliermi la rosa, Dura è la mia lotta e torno Amor mio, nell'ora Vicino al mare, d'autunno, Riditela della notte, Pablo Neruda ....qualcuno spenga la Carfagna! Dichiarazione del ministro per le pari opportunità Mara Carfagna: " l'omosessualità non e' piu' un problema, per lo meno cosi'
come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste
manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli
omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l'integrazione
nella societa' esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve
dimostrare".
...... ...qualcuno Palermo, un pregiudicato ferisce il figlio gay accoltellandolo durante una furibonda lite: "troppi la vergogna e il disonore" «Mio padre non mi hai mai accettato. Non ha voluto rassegnarsi al fatto che io sono gay. Ho cercato di convincerlo che la mia non è una malattia, né una cosa sporca, ma è stato tutto inutile...Mio padre diceva che ero pazzo e che lo disonoravo. Pensava anche che mi prostituissi perché uscivo di sera, ma non è vero, andavo solo in giro con gli amici, con quelli come me» ...qualcunoBari, niente eucarestia per un ragazzo gayA un ragazzo gay è stata rifiutata pubblicamente la comunione dal
sacerdote della parrocchia proprio a causa del suo orientamente
sessuale....qualcuno Viareggio, violentata perché gay "Ero andata a ballare e verso le due dovevo andare in bagno, ma alle toilettes c' era la fila così ho deciso di andare in pineta e mi sono fatta accompagnare da alcune mie amiche. Loro si sono fermate lontano e io mi sono messa dietro a un cespuglio". E' stata afferrata alle spalle, la bocca chiusa da una mano:"Stai zitta che adesso tocca a te brutta lesbica". Ed è stata stuprata. ...qualcuno Roma, giovane conduttore aggredito e minacciato perché gay
Christian Floris, 24 anni, conduttore di punta del portale DeeGay.it,
è stato aggredito mentre rincasava. Due persone
gli hanno sbattuto la testa contro il muro minacciandolo perché si
occupa di tematiche legate al mondo dell'omosessualità e gli hanno
intimato di smetterla. ...qualcuno Catania, sospesa la patente a un ragazzo perchè gay Danilo Giuffrida, un giovane catanese di 26 anni, si è visto sospendere dalla Motorizzazione della città etnea la patente di guida per ''disturbo dell'identità sessuale''. Il tutto ha inizio durante la visita di leva, quando Daniele dichiara la sua omosessualità ai medici dell'ospedale di Augusta. I dottori informano quindi la Motorizzazione sostenendo che il giovane non era in possesso dei ''requisiti psicofisici richiesti'. ...qualcuno le spieghi cosa significa "integrazione". (e qualcuno spieghi a me come ha fatto questa donna a diventare ministro!) 13 julio Aforisma del giorno"Il est du véritable amour comme de l'apparition des esprits, tout le monde en parle mais peu de gens en ont vu." ("Si dice del vero amore come dell'apparizione dei fantasmi, tutti ne parlano ma poche persone l'hanno visto".) François de La Rochefoucauld 10 julio Malata..Caro blog, quest'oggi vorrei approfittare della mia scarsa propensione allo studio per appagare quella che, chi mi conosce anche solo da più di mezz'ora sarebbe in grado di diagnosticare come la mia più grande malattia...comunicare! Ne parlavo poco fa con la mia amica Elena e giusto l'altro ieri anche con la mia amica Marta...credo che si tratti di un virus per il quale non esiste andidoto, per lo meno nel mio caso. Non riesco a non farmi domande e soprattutto non riesco ad accettare il fatto di non avere tutte le risposte, il che ha un effetto logorante su di me e su chi, al contrario di me, non è affetto dalla mia stessa malattia. Ne è un esempio la mia amica Annalisa...Non credo la si possa definire in assoluto un tipo taciturno (sa essere molto socievole) e neanche un tipo solitario (teme la solitudine come io l'amputazione della lingua!), ma di sicuro non è una persona comunicativa per antonomasia...Fatto sta che dopo tre anni di amicizia e di semi-convivenza credo di aver imparato se non altro a interpretare i suoi silenzi/sguardi/musi/occhiatacce/risposte a cazzo quali sintomi di malessere. Martedì Anna porrà fine alla sua avventura universitaria..Un dato non indifferente, specialmente dal momento che, sempre sulla base di conoscenze acquisite negli anni, questa è la causa scatenante dei suoi attuali silenzi/sguardi/musi/occhiatacce/risposte a cazzo... Anna non sa affrontare i distacchi...i cambiamenti la uccidono e la fanno pensare. E quando Anna pensa si vede...eccome se si vede! La sua espressione cambia così repentinamente che mentre tu ancora ridi per una battuta, magari fatta proprio da lei, non fai in tempo a distogliere lo sguardo dal suo che ecco che si presenta il nuvolone Anna, un mattone di inquietudine che le piomba dritto in testa e la fa ciondolare come appesa a una gruccia.. No, Anna non lascia biglietti di prevviso..e se non ha voglia di parlare non lo fa. Io sto sull'altra sponda del fiume...ma martedì sarà anche per me la fine di un'avventura... Anna si laurea...e io mi commuoverò. Non piangerò..credo di poter resistere..ma già so che il mio primo pensiero sarà..."e adesso?". Ma sarà solo un pensiero, un flash, un attimo di esitazione dovuto all'emotività...Perchè in realtà questa domanda non ha senso. Non cambierà niente...saremo sempre noi. Lei con due lauree, io con una intravista col binocolo, lei con i suoi silenzi, io con la mia smania di comunicare, lei con le sue carezze, io con la mia sbadatagine...Ma sempre noi: Azzurro e Lovetta! Forse distanti, ma mai abbastanza...
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